SEPARAZIONE CONIUGALE.

DALLA RABBIA ALLA RICERCA DELLA SERENITA’

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La decisione di separarsi, in genere, viene presa perché si spera di poter essere amati in un modo più corrispondente alle proprie aspettative e ottenere così una qualità di vita migliore per sé e per i figli. La separazione coniugale di fatto prima e legale poi non coincidono con la separazione emotiva dei coniugi: questi due processi si verificano in tempi diversi.

La separazione emotiva implica un processo che pone fine ai legami psicologici tra i due coniugi. Può succedere che uno dei due, in genere quello che richiede la separazione, elabori prima dell’altro il distacco ed è quindi più autonomo, mentre l’altro rimane emotivamente coinvolto. L’esperienza vissuta dal partner che subisce la separazione è molto simile a quella del lutto e si articola in varie fasi.

LE 5 FASI DELLA SEPARAZIONE PSICHICA

1. LA DELUSIONE

A chi si separa viene sempre chiesto di usare il buon senso, ma quando poi accade, nel momento stesso in cui uno dei due capisce che l’unione è finita la buona volontà sparisce ed entrano in gioco tutti i fattori e le emozioni, soprattutto la rabbia: alla fine l’unico escluso è spesso proprio il buon senso.

Al di là di ciò che sta succedendo nel rapporto di coppia, in questa fase dovrete trovare un modo comune per dirlo ai bambini, per poterli aiutare a comprendere che loro non hanno responsabilità.

Vedi: la coppia si separa: e i figli?

2. LA NEGAZIONE: “TORNERA'”

Affermare di volersi lasciare è il passaggio facile, la parte difficile è quello che viene dopo. In questa fase si assiste spesso ad un’alternanza tra finti momenti di riconciliazione e nuovi dolorosi distacchi. Spesso accade che chi viene lasciato non si renda pienamente conto di quello che sta succedendo e si metta in attesa del ritorno. La mente gioca un brutto scherzo, non riuscendo ad accettare il dolore che questa scelta comporta, mente a se stessa, si dice delle bugie per lasciare che “il tempo curi le ferite”.

Il coniuge che viene lasciato rifiuta la realtà dei fatti e cerca in tutti i modi di recuperare la relazione interrotta. Spesso usa i figli come tramite tra lui e il partner, inviando messaggi di riappacificazione e di implorazione a tornare insieme. Questa fase chiamata “negazione”, fa parte del ciclo del lutto da separazione ed è importante che venga affrontata magari con l’aiuto di un terapeuta. I figli in questo caso vivono un periodo di grande confusione: sentendo i genitori divisi e notando alcune ambivalenze legate a questa fase di transizione, si sentono colpevoli e spaventati riguardo al cambiamento.

3. LA RABBIA

Scontri e conflitti si inaspriscono per il rifiuto di concedere la separazione al partner. Ricatti, accuse, inganni, implorazioni sembrano essere l’unico modo per mantenere un rapporto con il coniuge. Per chi subisce una perdita questa fase è propedeutica al superamento del lutto della separazione. Il coniuge che sente di aver subito la separazione deve trovare uno spazio nel quale permettersi di esprimerla: solo ammettendo questo sentimento nei confronti dell’altro potrà affrontare il dolore.

E’ da sottolineare che questa emozione deve però avere un limite: non è infatti possibile distruggere la macchina dell’altro coniuge, rompere i suoi oggetti, buttare le sue cose, usare violenza contro di lui. Questi episodi non aiutano a sfogare la rabbia e contribuiscono soltanto a svilire la propria immagine agli occhi dei figli e dell’ex. La rabbia inoltre non deve mai essere riportata sui figli. Troppo spesso i bambini vengono strumentalizzati nei casi di separazione a causa del risentimento fra i genitori che credendo di proteggerli dall’ex creano soltanto danni.

4. DEPRESSIONE: “È FINITA!”

Una volta superata la rabbia, arriva il momento in cui ci rendiamo conto che il coniuge non tornerà più. In questa fase della separazione coniugale l’individuo prende atto dell’irreversibilità della situazione. Questo comporta un periodo di dolore, di scoraggiamento e di forte delusione.

Questa presa di coscienza permetterà di affrontare il vero dolore della separazione, quello più intimo e profondo. Si entra in uno stato di sofferenza che permette di riflettere sugli errori fatti e mantenere i bei ricordi. Durante questa fase alcuno donne soffrono di forti sbalzi di peso e si chiudono in casa per fuggire da qualsiasi tipo di rapporto con il mondo. In questa fase bisogna comprendere la sofferenza dei figli e il loro senso di impotenza. Un valido aiuto per i genitori sono le fiabe inerenti al tema della separazione che si possono anche trovare su internet: attraverso la storia di un personaggio di fantasia il bambino riesce a dare un senso anche a ciò che sta accadendo a lui.

5. IL PROGETTO DI UNA NUOVA VITA

Nella vita di una coppia separata arriva il momento in cui ci si può consapevolmente rifare una vita senza sofferenze e drammi, quel momento in cui il dolore è passato, si è compreso quali sono stati gli errori che hanno portato al fallimento dell rapporto e soprattutto si può di nuovo affrontare la quotidianità più forti e più maturi. Ci possono volere mesi, alcune volte anni, ma prima o poi si potrà guardare l’ex coniuge e vederlo bene per quello che realmente è: una persona per cui si è provato un forte sentimento, magari il genitore dei propri figli e un individuo per cui si è molto sofferto, ma con cui adesso si può avere un rapporto di rispetto e fiducia anche ed eventualmente per il bene della prole che insieme si è creata.

E’ il momento, dopo la separazione, in cui si torna a respirare aria pura, in cui il mondo torna ad avere i colori, è quel momento in cui le persone iniziano nuovamente a investire su se stessi, sul lavoro e sulle proprie amicizie e talvolta anche relazioni sentimentali. È il momento in cui il anche i figli iniziano a essere più sereni perché riescono a vedere che i genitori non vivono insieme ma riescono comunque ad assolvere il ruolo di mamma e papà senza litigi e aggressività.

Quando l’elaborazione della separazione coniugale, specialmente di quella emotiva non è completa permangono il senso di colpa e la collera, che possono alimentare dinamiche conflittuali nocive per gli ex coniugi e per i figli. In questi casi è utile affidarsi ad un percorso di psicoterapia al fine di riuscire a separarsi passando dalla rabbia alla serenità. Il terapeuta vi aiuterà a elaborare il lutto e avviarsi verso un nuovo sano equilibrio.

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Dr.ssa Cinzia Frontoni

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