EMOZIONI INESPRESSE E BAMBINI DIFFICILI: COSA FARE?

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Sono molti i genitori che si lamentano di avere un figlio “difficile”, che sembra sempre arrabbiato e sfoga la sua ira in modo inadeguato facendo scenate, usando parolacce o disobbedendo. In realtà la maggior parte delle volte questi bambini hanno necessità che non esprimono, emozioni che si trovano rinchiuse dentro di loro e che non sono in grado di tirare fuori.

Dietro ogni bambino difficile, si nasconde un caos emotivo rivestito d’ira e disobbedienza che non è mai semplice da affrontare per genitori e insegnanti. A volte è più semplice ricorrere al castigo o alzare la voce, cose che, però, non fanno altro che rendere più intense le emozioni negative del bambino, la sua frustrazione e persino la sua bassa autostima.

Le emozioni inespresse sono una spina circondata da un muro di pietra: ecco perché i bambini appaiono difficili!

Oggi, con questo articolo, voglio invitarvi a riflettere sulle vere necessità di questi bambini. L’emozione repressa è una spina circondata da un muro di pietra. Se noi adulti innalziamo altri muri intorno ad essa, ad esempio con castighi e isolamento, la spina sarà sempre più nascosta. Il primo passo da compiere, quindi, è togliere una pietra alla volta da quel muro, attraverso la comunicazione e l’affetto.

Se il bambino difficile solleva dei muri, non aiutatelo costruendone altri, non isolatelo, non trascuratelo, non lasciatelo da solo. Il bambino difficile cerca di essere apprezzato in ogni cosa che fa. Si tratta di bambini insicuri che hanno bisogno di essere rassicurati di continuo. Se non ricevono tali sicurezze, si sentono frustrati ed incompresi. La loro bassa autostima li porta a provare gelosie, a cercare di attirare la nostra attenzione per sentirsi bene, a sentire in modo più intenso emozioni quali la paura e la solitudine. A causa della sua insicurezza, il bambino difficile cerca di essere rassicurato in ogni azione che realizza. Dunque è importante offrirgli strategie emotive affinché smetta di aver bisogno di quel costante rinforzo esterno.

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Dr.ssa Cinzia Frontoni

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