
Spesso, quando una coppia litiga, nella stanza ci sono almeno quattro persone: lei, lui e due dei loro genitori. La coppia spesso non se ne rende conto, ma le modalità e soprattutto i contenuti delle accuse e delle colpe che si rinfacciano non appartengono al presente, bensì al passato.
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I vuoti affettivi del passato si ripercuotono nella relazione
Mentre stai urlando al partner o stai cercando di fargli capire qualcosa spesso non ti stai relazionando con lui ma con chi ti porti dentro da sempre. Un padre che non ti vedeva, una madre che non sapeva contenere, un genitore giudicante o un genitore che non ti ha mai dato modo di protestare.
Come riconoscere questo meccanismo?
C’è un segnale preciso per capire quando stiamo litigando non solo col partner ma col genitore interiore: quando l’intensità della discussione e della nostra reazione è eccessiva rispetto alla situazione. Quando la rabbia è sproporzionata o il dolore sembra lacerante spesso si sono riaperte vecchie ferite, varchi del passato che pensavamo di aver chiuso o dimenticato.
Se l’altro si dimentica di fare una cosa che gli abbiamo chiesto o fa ritardo e noi ci arrabbiamo in modo eccessivo probabilmente quell’emozione corrisponde a tutti i momenti in cui abbiamo aspettato che qualcuno arrivasse o si ricordasse di ciò che avevamo detto e ciò non è accaduto. Quella rabbia è l’insieme di tutti quei momenti in cui non ci siamo sentiti abbastanza importanti da far sì che qualcuno si affrettasse per noi o desse seguito ai nostri bisogni.
Un altro segnale che può aiutarci a capire che stiamo in realtà tirando fuori dinamiche dell passato sono le parole che diciamo. “Non ci sei mai”, “Non mi ascolti mai”, ecc… Il mai è spesso la spia.
Un ultimo segnale segnale può essere il silenzio. Questo comportamento spesso è l’unico modo appreso nell’infanzia per gestire il conflitto. Lo è in quelle case dove le emozioni non hanno voce e spazio per essere espresse.
Il presente è lo schermo, il dolore è antico.
Spesso, nel conflitto di coppia, quando l’altro attacca prima di ascoltare, sta rispondendo ad una minaccia che sente nel corpo prima ancora di capirla nella mente. L’altro diventa il contenitore di tutto quello che non hai potuto dire allora. Ma questo meccanismo non porta ad una litigata proficua, perché il vuoto passato non può mai essere riempito da qualcosa nel presente! Cercare questo nel partner spesso porta la relazione alla rottura perché è una richiesta che non può essere soddisfatta da nessuno. Il vuoto appartiene al passato, alla relazione che abbiamo avuto con qualche figura di riferimento e solo quella persona ha l’antidoto per lenire il dolore. Solo se la relazione con quella persona del passato cambia, il vuoti può essere riempito. Questo purtroppo non accade quasi mai perché le relazioni con i genitori sono piene di “non detti”, recriminazioni, fratture e prese di posizione che creano una cortina insuperabile.
Cosa fare
Il litigio ha quindi due livelli: quello nel quì e ora e l’altro nell’allora. Ma nel livello profondo, dove in realtà state cercando di essere finalmente visti perché non lo siete stati da bambini, non è possibile incontrare il partner. Nel livello profondo ci si perde dentro una spirale e l’altro ne esce sempre colpevole. E’ necessario fare una pausa, chiedersi se nel litigio stavo veramente rispondendo all’altro oppure se le mie richieste erano rivolte a qualcuno del passato. per poter far questo è necessario riflettere dopo che la rabbia è scemata. Capire questo meccanismo può rappresentare un’ottica diversa dalla quale vedere il conflitto e le azioni del partner. È’ un altro livello di lettura del conflitto e del rapporto che può salvare la relazione.
Riconoscere di essersi completamente persi all’interno della propria profonda ferita emotiva, oppure accettare che anche l’altro si sia smarrito in un simile stato di confusione interiore, può dare la preziosa possibilità ad entrambi di attendere con pazienza e speranza che questa condizione passi e che si possa tornare a uno stato di equilibrio. Tuttavia, mettere in pratica questa consapevolezza non è affatto un compito semplice o immediato, ma richiede tempo, impegno e molta comprensione reciproca.
Fare un percorso di psicoterapia aiuterebbe moltissimo. Lavorare sulle proprie ferite, riconoscerle, accoglierle e guarirle è certamente un passo fondamentale per crescere ed evitare che si ripetano pattern di comportamenti disfunzionali. In questo modo anche il litigio col partner diventa diverso: smette di distruggere per iniziare a costruire.
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