ADOLESCENTI E ANSIA: UN CONNUBIO COMPLESSO

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Molti adolescenti provano ansia in concomitanza di competizioni sportive, interrogazioni, appuntamenti importanti. In questi casi spesso l’ansia aiuta a mettere in campo tutte le risorse personali per affrontare quella sfida.

Per alcuni adolescenti invece l’ansia funziona da freno e rappresenta un sentimento costante col quale devono convivere e che spesso li fa sentire inadeguati e inferiori. In questi casi l’ansia è paralizzante: diventa un fardello pesante dal quale è difficile sfuggire, un “mostro” che incute paura e disagio. Se vissuta in questo modo l’ansia può portare all’isolamento, al decadimento dell’apprendimento scolastico o peggio ancora a stati depressivi. L’ansia, infatti, interferisce col sonno, con l’attività mnemonica, ha riscontri negativi sull’umore e sulla percezione di se stessi.

Spesso l’ansia degli adolescenti riguarda la paura di essere rifiutati e di non essere come gli altri. I cambiamenti corporei, umorali e relazionali tipici dell’adolescenza creano spesso una spaccatura tra l’idea che si aveva di se stessi in passato e quella attuale. L’ingresso in nuove scuole (come le medie o la scuola superiore), determina una rivisitazione del ruolo dell’adolescente nel gruppo: a volte il nuovo ruolo non coincide col precedente o comunque con quello ritenuto vincente. Ogni insicurezza viene ingrandita e vissuta come elemento che può trasformarsi in materiale utilizzabile dagli altri per attaccare e sminuire. Il confronto tra pari è spesso duro e non privo di colpi bassi, specialmente oggi nell’era dei social. Non essere tra gli eletti, tra quelli considerati fighi e vincenti può portare facilmente i più sensibili a sviluppare un’ansia generalizzata paralizzante e autodistruttiva.

A volte gli adolescenti per placare i sintomi ansiosi utilizzano l’alcol o le sostanze, in special modo la cannabis.

Quali sono i segnali dell’ansia adolescenziale?

Quali sono i segnali dell’ansia negli adolescenti?

– Pensieri e paure costanti sulla propria incolumità e quella dei genitori;

– Rifiuto di andare a scuola;

– Frequenti attacchi di mal di stomaco ed altri malesseri fisici;

– Nervosismo e preoccupazione quando si è fuori casa;

– Difficoltà nel parlare o nell’incontrare persone nuove;

– Preoccupazione eccessiva per specifiche situazioni, ancor prima che accadano;

– Preoccupazione eccessiva relativa alla scuola, alle amicizie o allo sport;

– Bisogno eccessivo di rassicurazioni;

– Difficoltà nel rilassarsi e nel dormire

Un intervento terapeutico può avere un effetto protettivo sulla costruzione della personalità, evitando così il consolidamento di una problematica ansiosa in età matura.

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Dr.ssa Cinzia Frontoni

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