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	<title>risorse Archivi - Psicheblog</title>
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	<description>Blog di psicologia</description>
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	<title>risorse Archivi - Psicheblog</title>
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		<title>OMBRE E LUCI DELLA SOLITUDINE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D.ssa Cinzia Frontoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 11:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La solitudine può avere due risvolti. uno negativo e l&#8217;altro positivo. può essere un sentimento soffocante o una grande risorsa per ritrovare se stessi. Andiamo a conoscere le due sfaccettature della solitudine Quando la solitudine consuma l&#8217;anima Purtroppo sempre più persone sperimentano la solitudine che può insinuarsi soprattutto nei periodi di cambiamento ( la fine&#8230;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/12/solitudine-2-1024x683.jpg" alt="solitudine-1050x700" class="wp-image-2573" srcset="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/12/solitudine-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/12/solitudine-2-300x200.jpg 300w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/12/solitudine-2-768x512.jpg 768w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/12/solitudine-2-450x300.jpg 450w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/12/solitudine-2-225x150.jpg 225w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/12/solitudine-2-900x600.jpg 900w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/12/solitudine-2-20x13.jpg 20w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/12/solitudine-2-144x96.jpg 144w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/12/solitudine-2.jpg 1050w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La solitudine può avere due risvolti. uno negativo e l&#8217;altro positivo. può essere un sentimento soffocante o una grande risorsa per ritrovare se stessi. Andiamo a conoscere le due sfaccettature della solitudine</p>



<h2 class="wp-block-heading"> Quando la solitudine consuma l&#8217;anima</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo sempre più persone sperimentano la solitudine che può insinuarsi soprattutto nei periodi di cambiamento ( la fine di una relazione sentimentale, la morte di una persona cara) relegandoci in un confino doloroso e triste. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La solitudine è uno dei <strong>più gravi fattori di rischio</strong> per la salute, raddoppia le probabilità di malattia (sia fisica che mentale) e, nei casi più gravi, di morte precoce. Il digiuno emotivo crea un danno biologico, oltre che un effetto legato ad abitudini compensatorie come il <a href="https://www.psicheblog.it/quella-voglia-irresistibile-di-dolce/">cibo in eccesso</a>, l’alcool, il fumo, la sedentarietà da tv e la <a href="https://www.psicheblog.it/la-depressione-cose-come-curarla/">mancanza di voglia di vivere</a>.  </p>



<h3 class="wp-block-heading">ALCUNI CONSIGLI PER USCIRE DALLA SOLITUDINE</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È molto importante mettere in atto una serie di accorgimenti per non restare vittime della solitudine.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il primo consiglio è <strong>non isolarsi</strong>: spesso chi soffre di solitudine tende a peggiorare la situazione limitando al minimo il contatto umano. Trovare dei nuovi amici può essere più facile se si cambia atteggiamento, ad esempio inizia ad evitare di giudicare a prima vista o cancella la paura immotivata che tutti cercheranno di fregarti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L&#8217;altro consiglio è <strong>moltiplicare le occasioni di incontro </strong>dedicandosi ad attività piacevoli nelle quali incontrare persone che condividono i tuoi interessi ( gruppi, associazioni, corsi).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>È molto importante <strong>lavorare su se stessi</strong> e riuscire ad amarsi: trattarsi bene, regalarsi ogni tanto una coccola, valorizzarsi, cercare una risorsa dalla quale ripartire.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Impara a perdonare</strong>. Anche le amicizie più stabili e consolidate possono vacillare, ad esempio a causa di incomprensioni o litigi. Per appianare i dissidi il consiglio è quello accantonare l’orgoglio, evitare di criticare e cercare di focalizzarsi sui lati positivi dell&#8217;altro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Infine è importante <strong>prendere consapevolezza della propria solitudine </strong>perché più la si conosce più il processo verso la guarigione sarà rapido. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedi anche: <a href="https://www.psicheblog.it/la-solitudine-delle-madri/">la solitudine delle madri</a></p>



<h3 class="wp-block-heading">LA SOLITUDINE COME RISORSA</h3>



<p class="wp-block-paragraph"> La solitudine può essere anche vista come una <a href="https://www.psicheblog.it/la-resilienza-andare-avanti-nonostante-tutto/">risorsa</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La solitudine comporta domande e chi ne ha paura può riempirla con  mille orpelli, con cose o persone completamente inutili pur di non ascoltarla. Corriamo da una parte all´altra, ci stordiamo davanti la tv “che ci tiene compagnia”, accettiamo di stare con colleghi ed amici o parenti che sono tutto tranne che il tipo d persone che vorremmo accanto. Perché la solitudine fa paura a molti.  </p>



<p class="wp-block-paragraph"> Abbracciare le proprie idee, accettare se stessi e decidere di fare amicizia con l&#8217;unica persona che sarà con voi per tutta la vita: sono queste le cose che si raggiungono se si è capaci di stare anche da soli. Andare oltre il fraintendimento: “<em>tu fraintendi l´essere solo con la solitudine. Solo una persona che vive benissimo il suo essere solo è in grado di entrare in relazione, perché il suo non è un bisogno</em>” (<strong>Osho</strong>) .  Questo permette di essere indipendente. Soprattutto scegliendo con chi stare, si ha l&#8217;enorme vantaggio di non essere vittima ma di apprezzare appieno il tempo trascorso con qualcuno, senza inutili (e vuoti) riempitivi.&nbsp;&nbsp; </p>
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		<title>DENTRO E FUORI LA COMFORT ZONE !</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D.ssa Cinzia Frontoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 06:45:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere personale]]></category>
		<category><![CDATA[combattere l'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COME ACCETTARE LE PROPRIE INSICUREZZE E IMPARARE A SUPERARE I PROPRI LIMITI: DENTRO E FUORI LA COMFORT ZONE !&#160; Se vogliamo apprendere, migliorare, e raggiungere degli obiettivi, dobbiamo necessariamente spingerci fuori dalla comfort zone cioè fuori dai nostri abituali confini e sopportare il disagio che ne consegue. Se invece stiamo sempre lì nel nostro, a&#8230;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="750" height="750" src="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort.jpg" alt="dentro e fuori la comfort zone-750x750" class="wp-image-2434" srcset="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort.jpg 750w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort-150x150.jpg 150w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort-300x300.jpg 300w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort-180x180.jpg 180w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort-90x90.jpg 90w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort-450x450.jpg 450w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort-270x270.jpg 270w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort-20x20.jpg 20w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort-225x225.jpg 225w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/zona-comfort-96x96.jpg 96w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">COME ACCETTARE LE PROPRIE INSICUREZZE E IMPARARE A SUPERARE I PROPRI LIMITI: DENTRO E FUORI LA COMFORT ZONE !&nbsp; </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se vogliamo apprendere, migliorare, e raggiungere degli obiettivi, dobbiamo necessariamente <strong>spingerci fuori dalla comfort zone cioè fuori dai nostri abituali confini</strong> e sopportare il disagio che ne consegue. Se invece stiamo sempre lì nel nostro, a fare le cose che ci riescono meglio, magari ci sentiamo sempre rilassati e a nostro agio, ma poi il rischio è di non fare passi avanti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ora la domanda è: perché una persona dovrebbe desiderare di uscire dalla sua zona di comfort? </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Non stiamo forse bene facendo cose che ci mettono a nostro agio, senza stress, senza fretta, senza paura? Da un certo punto di vista senza dubbio si. Abbiamo bisogno di essere in quella zona per poterci rilassare e sentirci protetti e al sicuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema però è che mantenersi sempre entro i confini della nostra zona di comfort <strong>non è molto salutare</strong> se cominciamo a ragionare in termini di prestazioni, produttività e obiettivi da raggiungere. Se restiamo lì le nostre prestazioni saranno piatte. <strong>Nella comfort zone non c&#8217;è curva di apprendimento</strong>, non c&#8217;è miglioramento. Spingersi oltre l&#8217;ambito in cui ci sentiamo sicuri e a nostro agio comporta sempre affrontare un po&#8217; di fatica, insicurezza, stress. Lo <a href="https://www.psicheblog.it/gestisci-lansia-in-poche-mosse/">stress </a>però può anche produrre risultati positivi perché sotto stress siamo particolarmente vigili e attenti. Questa è la zona ottimale di apprendimento, quella in cui siamo capaci di imparare cose nuove, di migliorare, di superare i nostri limiti. Lo stress in questo caso è funzionale a rendere ottimali le nostre prestazioni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però se lo stress e il disagio superano il livello ottimale allora la situazione si ribalta: troppa insicurezza, troppa ansia portano a una situazione di panico in cui non si può più funzionare bene. Se l&#8217;ansia e la paura prendono il sopravvento, le nostre prestazioni calano. Sperimentiamo confusione, difficoltà di concentrazione, andiamo nel pallone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>È allora importante capire di volta in volta<a href="https://www.psicheblog.it/adattarsi-al-malessere/"> dove sta il limite</a><strong> </strong>oltre il quale andiamo inutilmente nel pallone e fare un passo indietro se siamo andati troppo oltre. Nell’uscire dalla comfort zone occorre quindi <strong>procedere piano piano</strong>, per step successivi ma anche progressivi. Quello che oggi ci mette a disagio, ci fa sentire insicuri e sotto stress, domani potrà farci sentire assolutamente tranquilli e padroni della situazione. Per arrivarci però dobbiamo avere abbandonato la nostra comfort zone e accettare il disagio che questo comporta. Dobbiamo stare scomodi, fare fatica, sperimentare un po&#8217; di insicurezza e di ansia per potere passare al livello successivo. Se siamo disposti ad accettare il disagio e ci collochiamo all&#8217;interno della zona ottimale di apprendimento ci troveremo a migliorare le nostre capacità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedi anche:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.psicheblog.it/lindecisione-e-i-suoi-rimedi/">L&#8217;indecisione e i suoi rimedi</a></li><li><a href="https://www.psicheblog.it/come-riconoscere-e-combattere-lansia/">Come riconoscere e combattere l&#8217;ansia</a></li><li><a href="https://www.psicheblog.it/lipnosi-e-la-gestione-dellansia/">L&#8217;ipnosi e la gestione dell&#8217;ansia</a></li></ul>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='DENTRO E FUORI LA COMFORT ZONE !' data-link='https://www.psicheblog.it/dentro-e-fuori-la-comfort-zone/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='DENTRO E FUORI LA COMFORT ZONE !' data-link='https://www.psicheblog.it/dentro-e-fuori-la-comfort-zone/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://www.psicheblog.it/dentro-e-fuori-la-comfort-zone/">DENTRO E FUORI LA COMFORT ZONE !</a> proviene da <a href="https://www.psicheblog.it">Psicheblog</a>.</p>
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		<title>LA RESILIENZA: COME RIALZARSI E RIPARTIRE PIU’ FORTI DI PRIMA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D.ssa Cinzia Frontoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 06:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere personale]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In psicologia la resilienza definisce la capacità delle persone di riuscire ad affrontare gli eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà. In altre parole la resilienza consente l’adattamento alle avversità. La resilienza è quindi la capacità di autoripararsi dopo un danno, di far fronte, resistere, ma anche costruire e riuscire&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicheblog.it/la-resilienza-andare-avanti-nonostante-tutto/">LA RESILIENZA: COME RIALZARSI E RIPARTIRE PIU’ FORTI DI PRIMA</a> proviene da <a href="https://www.psicheblog.it">Psicheblog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='LA RESILIENZA: COME RIALZARSI E RIPARTIRE PIU’ FORTI DI PRIMA' data-link='https://www.psicheblog.it/la-resilienza-andare-avanti-nonostante-tutto/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="500" height="280" src="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/resilienza.jpg" alt="resilienza-500x280" class="wp-image-2436" srcset="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/resilienza.jpg 500w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/resilienza-300x168.jpg 300w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/resilienza-450x252.jpg 450w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/resilienza-20x11.jpg 20w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/resilienza-225x126.jpg 225w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/resilienza-171x96.jpg 171w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">In psicologia la <strong>resilienza</strong> definisce la capacità delle persone di riuscire ad <strong>affrontare gli eventi stressanti o traumatici</strong> e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà. In altre parole la resilienza consente l’adattamento alle avversità. <strong>La resilienza è quindi la capacità di autoripararsi </strong>dopo un danno, di far fronte, resistere, ma anche costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante situazioni difficili che fanno pensare a un esito negativo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Combattere le avversita’</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Coloro che possiedono un alto livello di <strong>resilienza</strong> riescono a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti. Si tratta, sostanzialmente, di persone ottimiste, flessibili e creative, che sono in grado di lavorare in gruppo e attingono spesso alle proprie e altrui esperienze.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Le difficoltà spezzano un equilibrio preesistente e spazzano via tante certezze. <br>Solo cercando una<strong> risposta chiarificatrice</strong> a ciò che è accaduto, un senso, seppur a volte mai definitivamente compiuto, è possibile ridefinire la propria sofferenza, riuscire a vederla come un valore aggiunto oltre che fonte di maggiore sensibilità verso le bellezze dell’esistenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Se è vero che certe <a href="https://www.psicheblog.it/la-ferita-dei-non-amati/">ferite</a> non si rimargineranno mai completamente, qualunque trauma, se non vissuto passivamente come <a href="https://www.psicheblog.it/liberi-dal-senso-di-colpa/">punizione</a> o negazione della felicità, può rappresentare, nel suo accadere repentino e imprevedibile, un’<strong>occasione di realizzazione superiore</strong>, un momento di riscoperta delle proprie risorse.&nbsp;<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per imparare ad essere resilienti è necessario essere <strong> capaci di andare avanti</strong>, nonostante le crisi. Ricostruire un un percorso di vita partendo da se stessi, da ciò che è rimasto e da ciò che è stato riscoperto nonostante le difficoltà. Essere resilienti significa quindi trovare in se stessi, nelle relazioni umane, e nei contesti di vita, quegli elementi di forza per superare le avversità, definiti fattori di protezione contrapposti ai fattori di rischio, che invece diminuiscono la capacità di sopportare il dolore.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa può aiutare una persona ad essere resiliente? </h2>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Non perdere di vista se stessi e i propri obiettivi</strong>. Persegui i tuoi obiettivi nonostante i continui “no”, le sconfitte, e gli inevitabili contrattempi della vita. La resilienza è quella folle razionalità che ti fa rialzare per la centesima volta, consapevole che prima o poi raggiungerai il tuo obiettivo. Come i bambini piccoli quando imparano a camminare: cadono un milione di volte, facendosi più o meno male, ma un milione di volte si rialzano fino a quando, orgogliosi, non diventano capaci di raggiungere in posizione eretta quell&#8217;oggetto tanto desiderato!</li><li>L’<strong>ottimismo</strong>. La disposizione a cogliere il lato buono delle cose, è un’importantissima caratteristica umana che promuove il benessere individuale e preserva dal disagio e dalla sofferenza fisica e psicologica.</li><li>Le <strong>risorse</strong>, ovvero il focalizzarsi su quello che si possiede invece che su ciò che ci manca. Individuare le risorse, le capacità personali che in passato ci hanno aiutato a superare le difficoltà e utilizzarle nel presente per rialzarsi di nuovo. </li><li>Il <strong>supporto sociale</strong>. La presenza di persone disponibili all’ascolto mobilita il racconto delle proprie sventure. Raccontare libera dal peso della sofferenza, aiuta a sentirsi accolti e segna il passaggio da un racconto tutto interiore, penoso e solitario, alla condivisione.</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Vedi anche:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.psicheblog.it/la-depressione-cose-come-curarla/">Come uscire dalla depressione</a></li><li><a href="https://www.psicheblog.it/ripartire-da-se-stessi-la-ricetta-indispensabile-per-trovare-lequilibrio/">Ripartire da se stessi: la ricetta indispensabile per ritrovare l’equilibrio</a></li><li><a href="https://www.psicheblog.it/risorse-delle-donne/">La donna e il cilindro magico delle 1000 risorse</a></li></ul>
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