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	<title>rabbia bambini Archivi - Psicheblog</title>
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	<description>Blog di psicologia</description>
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	<title>rabbia bambini Archivi - Psicheblog</title>
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		<title>RABBIA E ANSIA NEI BAMBINI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D.ssa Cinzia Frontoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 17:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ molto frequente che i bambini con forti stati d’ansia siano anche protagonisti di reazioni eccessive, rabbiose, talvolta aggressive. E’ anche probabile che bambini collerici all’insistenza e con forti momenti di opposizione si mostrino insicuri e ansiosi. Come mai? C’è una relazione tra ansia e rabbia ? Sicuramente sì, c’è una forte relazione, tra l&#8217;ansia&#8230;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="950" height="545" src="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/rabbia-bambini-950x545.jpg" alt="Rabbia bambini" class="wp-image-2404" srcset="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/rabbia-bambini-950x545.jpg 950w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/rabbia-bambini-950x545-300x172.jpg 300w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/rabbia-bambini-950x545-768x441.jpg 768w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/rabbia-bambini-950x545-450x258.jpg 450w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/rabbia-bambini-950x545-20x11.jpg 20w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/rabbia-bambini-950x545-225x129.jpg 225w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/rabbia-bambini-950x545-900x516.jpg 900w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2019/11/rabbia-bambini-950x545-167x96.jpg 167w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E’ molto frequente che i bambini con forti stati d’ansia siano anche protagonisti di <a href="https://www.psicheblog.it/emozioni-inespresse-e-bambini-difficili/">reazioni eccessive</a>, rabbiose, talvolta aggressive. E’ anche probabile che bambini collerici all’insistenza e con forti momenti di opposizione si mostrino insicuri e ansiosi. Come mai? </p>



<h3 class="wp-block-heading">C’è una relazione tra ansia e rabbia ?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente sì, c’è una forte relazione, tra l&#8217;ansia e la rabbia nei bambini, sia nei soggetti in età evolutiva, sia negli adulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I bambini possono presentare forti <strong>sintomi d’ansia</strong> fin dall’età prescolare. Possono sentirsi preoccupati per tensioni presenti nel nucleo famigliare, possono avere dei timori legati a catastrofi ed eventi naturali disastrosi, possono essere spaventati da mostri, ladri, streghe, animali feroci o anche comuni, possono temere per la salute dei propri genitori o per la propria, possono soffrire d’<a href="https://www.psicheblog.it/ansia-da-separazione/">ansia di separazione</a>, così come aver l’ansia di non essere all’altezza o di non essere perfetti. Spesso i bambini con vissuti d’ansia sono bambini con <strong>alti standard prestazionali</strong>. Sono bambini molto severi verso se stessi, con tratti di perfezionismo, molto attenti ad essere apprezzati dalle figure che ritengono più autorevoli. A volte sono bambini estremamente attenti e sensibili ai feedback comunicativi degli adulti di riferimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni bambini ansiosi vivono in un mondo in cui tutto è allarmante, minaccioso, faticoso e difficilmente gioioso e godibile. Spesso convivono con forti messaggi di tensione da parte degli adulti di riferimento: elevati stati d’ansia da parte degli stessi adulti, elevate <strong>richieste prestazionali</strong>, forte tendenza al controllo e alla critica, scarsa fiducia in sé e nel mondo da parte degli adulti. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Il controllo crea sintomi</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Altri bambini sviluppano caratteristiche ansiose per via dell’eccessiva <strong>rigidità</strong> in cui si trovano a crescere. Hanno quindi molto bisogno di esercitare controllo sia per compiacere i propri adulti di riferimento, sia per gestire il portato d’angoscia che le aree di incertezza implicano. I bambini (e non solo) che soffrono molto l’ansia sono, infatti, estremamente in difficoltà nel tollerare e gestire l’incertezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio il forte bisogno di controllo, così come la ricerca di un “<strong>protagonismo di eccellenza</strong>”  e nello stesso modo la poca tolleranza dell’errore e dell’incertezza, sono i potenti motori delle esplosioni emotive che osserviamo spesso nei bambini. La rabbia assume in questi casi importanti significati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ansia dei bambini, che di solito produce una forte <strong>tendenza al controllo</strong>, quando non riesce ad essere gestita dalle diverse forme di contenimento che il bambino ha appreso, induce una forte disorganizzazione del sé. Quest&#8217;ultima si esprime, anche, con le ben note <a href="https://www.psicheblog.it/stiamo-in-ascolto-delle-rabbie-dei-bambini/">ondate emotive di rabbia</a> dei bambini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa fare di fronte a queste reazioni ?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra tutte le emozioni che può provare un bambino, la rabbia è quella che preoccupa maggiormente i genitori e gli insegnanti. E’ un’emozione intensa, che si manifesta a livello verbale e motorio. Può culminare in comportamenti aggressivi e distruttivi nei confronti di oggetti, di altre persone o anche di se stessi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al giorno d’oggi siamo abituati a considerare la rabbia solo un’emozione negativa, da tenere nascosta e da reprimere a tutti i costi, anche, e soprattutto, quando a manifestarla sono i bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I pensieri e le domande che mi sento rivolgere spesso dai genitori di bambini arrabbiati e aggressivi sono: “<em>La gente penserà che a casa ci comportiamo tutti così</em>!”, “<em>Temo che da grande possa diventare un adulto aggressivo, di quelli che picchiano le mogli o che si vedono allo stadio</em>.”, “<em>Dove ho sbagliato nell’educarlo?</em>“.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Nei bambini in particolare, <strong>la rabbia è un’emozione fondamentale</strong> per la crescita e lo sviluppo delle relazioni sociali, in quanto aiuta a metterlo in guardia da eventuali pericoli del mondo esterno, fornendogli al tempo stesso l’energia utile per reagire, ma rappresenta anche una forma di espressione di sé come individuo.<br>E’ molto importante che i genitori comprendano questa funzione positiva della rabbia infantile e insegnino al proprio figlio a gestirla e a usarla nei momenti in cui può essere davvero utile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ importante saper <strong>dare un significato relazionale evolutivo</strong> a tali espressioni di rabbia e di ansia. Certamente forti esplosioni di rabbia in bambini con una solida “carriera” di iper-controllo emotivo possono lasciare disorientati gli adulti o mandarli facilmente in agitazione (e in molti casi si tratta di adulti già fortemente ansiosi o prestazionali). E’ importante lavorare con l’obiettivo di maturare una sempre più forte cosapevolezza del riverbero aggressivo che un acceso stato d’ansia del genitore può indurre nel bambino. </p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza dell&#8217;ascolto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre<strong><a href="https://www.psicheblog.it/stiamo-in-ascolto-delle-rabbie-dei-bambini/"> lavorare sull’ascolto </a></strong>di sé degli adulti. Porre quindi attenzione al proprio tono di voce, al ritmo del respiro e alle cose che si dicono, al modo in cui si parla con la voce e con il corpo, al piacere di stare insieme o alla fatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; anche importante porsi delle domande</p>



<ul class="wp-block-list"><li> che si può trasformare? </li><li>sono stanco e questo ricade sul bambino?</li><li>ho troppe aspettative?</li><li>sono io l&#8217;ansioso? </li><li>che messaggi sto inviando a mio figlio?</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"> I bambini sono <strong>estremamente ricettivi ai messaggi non verbali</strong> che inviamo loro, ancor più  i bambini ansiosi ed emotivi. Un diverso atteggiamento dei genitori può influire significativamente, come sappiamo, sui comportamenti dei bambini. Naturalmente, non esistono determinismi causali; è sempre utile ragionare in un’ottica circolare, per cui anche i comportamenti dei bambini influenzano gli stati d’animo e le modalità relazionali degli adulti. Non si può mai smettere di sottolineare però il ruolo di responsabilità degli adulti nella conduzione relazionale . </p>



<h3 class="wp-block-heading">Lo scongelamento emotivo può portare i bambini a mostrare la rabbia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si può, in molti casi, valutato il percorso specifico del bambino, ritenere auspicabile uno “<strong>scongelamento” emotivo</strong> pur se tale passaggio dovesse passare da tormentati episodi di accesa rabbia. E’ chiaro, infatti, che un bambino poco esperto nel modulare le proprie espressioni emotive (perché molto allenato nel trattenerle) non si sentirà particolarmente competente nel comunicare i propri vissuti. Facilmente passerà da una polarità all’altra: dal “congelamento” all’esplosione, dal trattenere al “vomitare” tutto. Un passaggio così dirompente può però rappresentare una parziale maturazione del bambino.  Il bambino in tal modo, infatti,  esercita finalmente la sua <strong>necessità di affermazione</strong>, si concede di mostrarsi autenticamente. Tali reazioni richiedono una nuova posizione relazionale agli adulti con cui interagisce. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il cambiamento e i suoi obiettivi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo va letto restituendo un <strong>senso al cambiamento </strong>osservabile nel bambino. L’obiettivo è quello di individuare quali risposte possono risultare maggiormente utili al bambino:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>finché per il bambino non sarà possibile regolare in autonomia i propri contenuti emotivi, saranno i suoi adulti di riferimento a fornirgli la necessaria regolazione;</li><li>contemporaneamente, si dovrà tentare di <strong>dar risposta ai bisogni espressi </strong>dal bambino (bisogno di essere pensato e visto, bisogno di uscire dalla passività, bisogno di essere ancora accudito, ecc);</li><li>infine, sarà necessario lavorare sull’integrazione delle polarità emotive (e forse semantiche ) del bambino e di tutta la sua famiglia. Sarà proprio attraverso la testimonianza e il lavoro personale dei suoi adulti di riferimento che il bambino potrà elaborare una maggior integrazione emotiva.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedi anche:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.psicheblog.it/bambini-e-tecnologia-rischio-o-risorsa/">Bambini e tecnologia: rischio o risorsa?</a></li></ul>
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		<title>COME AFFRONTARE I TERRIBILI 2 ANNI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D.ssa Cinzia Frontoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 12:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[affrontare i terribili 2 anni]]></category>
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<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="900" height="600" src="https://miopsicologo.com/wp-content/uploads/2015/04/dueanni-capricci1.jpg" alt="Come affrontare i terribili due anni" class="wp-image-1187" srcset="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2015/04/dueanni-capricci1.jpg 900w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2015/04/dueanni-capricci1-300x200.jpg 300w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2015/04/dueanni-capricci1-768x512.jpg 768w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2015/04/dueanni-capricci1-450x300.jpg 450w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2015/04/dueanni-capricci1-225x150.jpg 225w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2015/04/dueanni-capricci1-20x13.jpg 20w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2015/04/dueanni-capricci1-144x96.jpg 144w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>Come affrontare i terribili due anni</figcaption></figure>


<p>COME AFFRONTARE I TERRIBILI 2 ANNI? E&#8217; una domanda che spesso i genitori si pongono. Un bambino a due anni cambia il proprio comportamento, tocca il traguardo dei cosiddetti terribili 2, ovvero quel periodo dei NO che i bambini attraversano tra i 18 mesi e i 3 anni, e che di solito dura pochi mesi.<br>I <strong>terribili due anni</strong>”, o “terrible twos” in inglese, sono una&nbsp;fase di crescita del tutto normale, rientrano, infatti, tra le <strong>tappe evolutive obbligate</strong> che conducono all’indipendenza, e coincidono con un’importante presa di coscienza del bambino, ovvero egli scopre di essere un individuo separato dalla madre e di avere una personalità e desideri propri.</p>
<p>In questo periodo&nbsp;i bambini diventano testardi e capricciosi, manifestano spesso crisi e pianti inconsolabili, che noi genitori tendiamo a volte a leggere come “lotte di potere”, ma che in realtà sono solo&nbsp;l’espressione del passaggio evolutivo che stanno compiendo.</p>
<h3>Perché tanti no?</h3>
<p><strong>I NO rappresentano l’unico strumento a sua disposizione</strong> per&nbsp;affermare la sua indipendenza, per dire a tutti che è una persona diversa da mamma o papà, per dimostrare la sua autonomia.&nbsp;Cercano il proprio IO, un IO diverso da quello dei genitori. Quindi spesso desiderano essere indipendenti e ‘fare da soli’, anche se non sempre ci riescono, e questo scatena in loro delle piccole arrabbiature .</p>
<p>È un periodo di <strong>oscillazione tra il desiderio di affermare la sua personalità e l&#8217;esigenza di ritornare al nido</strong> e alla relazione esclusiva per riconquistare sicurezza nella esplorazione del mondo e di se stesso.<br>Per questi motivi&nbsp;i NO racchiudono e simboleggiano anche le <a href="https://www.psicheblog.it/emozioni-inespresse-e-bambini-difficili/">paure e le insicurezze</a>: il fatto avventurarsi in un mondo sconosciuto, lo fa oscillare tra il desiderio fortissimo di esplorare e la paura di non sapere quello che troverà.</p>
<p>Inoltre, molto spesso i bambini a quest’età non sanno identificare o esprimere i loro bisogni, <strong>tendono ad agirli</strong> anziché verbalizzarli, di conseguenza quando non sono compresi, si stizziscono e si arrabbiano.</p>
<p>Le reazioni esagerate e i <a href="https://www.psicheblog.it/come-gestire-i-capricci-dei-bambini/">capricci</a> che caratterizzano i terribili due anni, non hanno quindi lo scopo di far arrabbiare noi genitori: il bambino sta scoprendo solo ora che non tutto procede come desidera e, giustamente, ciò produce in lui delle emozioni che ancora fatica a controllare.<br>Questa fase è come <strong>un’importante palestra</strong> in cui si allena per imparare a gestire la frustrazione e controllare la rabbia, impiegherà quindi del tempo per imparare a padroneggiarle, in questo dobbiamo mostrarci pazienti e non avere fretta.</p>
<p></p>
<h3>COME AFFRONTARE I TERRIBILI 2 ANNI? COSA FARE?</h3>
<p>1)&nbsp;<strong>Aiutarli ad identificare le emozioni</strong>. Spesso un NO è la manifestazione dell’incapacità di esprimere a parole le proprie emozioni. Per questo, noi genitori dovremmo fungere tradurre ciò che nostro figlio non è in grado di comunicare dando un nome ad esempio alla rabbia, alla paura, alla delusione. In questo modo, imparerà a riconoscerle e, gradualmente, anche a gestirle.</p>
<p>2)&nbsp;<strong>Evitare di riporre troppe aspettative</strong> sui bambini. Un bambino capisce veramente il valore dell’ordine solo intorno ai 7 anni.</p>
<p>3)&nbsp;<strong>Dare poche e chiare regole</strong>. Se tutto ciò che fa, è seguito da un NO, nessuno di questi sarà importante, non imparerà a distinguere ciò che è davvero imprescindibile da ciò che è meno rilevante. È preferibile quindi selezionare solo poche cose che non può fare, quelle davvero essenziali. Su queste va detto un NO fermo, deciso, asciutto.</p>
<p>4) <strong>Lasciarlo libero di sperimentare&nbsp;nei limiti della sua sicurezza</strong>, senza far sentire troppo la nostra presenza per non essere un ostacolo tra il bambino e la sua esperienza.</p>
<p>5) <strong>Offrire un paio di alternative valide</strong> provando a contrattare. Vuoi fare questo o quello? Per merenda vuoi questo o quello? Aiuta ad attenuare il conflitto e a sviluppare la parte decisionale.</p>
<p>6) <strong>Non prenderla sul personale</strong>: i capricci non sono dispetto nei confronti del genitore.</p>
<p>7)&nbsp;<strong>Evitare urla o botte.</strong> Bisognerebbe evitare di adottare comportamenti troppo rigidi: l’atteggiamento a ‘muso duro’ non serve, perchè più ci irrigidiamo, più il bambino si irrigidisce. Non servono nemmeno le botte: esse esercitano soltanto l&#8217;obbedienza per paura.</p>
<p>8)&nbsp;<strong>Parlare il linguaggio dei sentimenti</strong>. I bambini hanno bisogno di sapere che li amiamo e che i loro comportamenti hanno un impatto emotivo anche sugli altri. È quindi importante. Evitare di dirgli &#8220;sei cattivo&#8221; e provate con frasi tipo: &#8220;Io ti voglio bene, ma questo atteggiamento non mi piace. Ora sei arrabbiato e non possiamo parlare. Ti lascio qui un momento per conto tuo, e poi quando ti sarai calmato cercheremo insieme di risolvere il problema. Perchè io non riesco a capirti, quando ti arrabbi così&#8221;. È quindi importante giudicare negativamente il comportamento e NON il bambino.</p>
<p>9)&nbsp;<strong>Insegnare il valore del chiedere scusa</strong>.</p>
<p></p>
<p>Vedi anche:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.psicheblog.it/come-gestire-i-capricci-dei-bambini/">Come gestire i capricci dei bambini&nbsp;</a></li>
<li><a href="https://www.psicheblog.it/il-semaforo-della-rabbia/">Il semaforo della rabbia</a></li>
</ul><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='COME AFFRONTARE I TERRIBILI 2 ANNI' data-link='https://www.psicheblog.it/come-affrontare-i-terribili-2-anni/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='COME AFFRONTARE I TERRIBILI 2 ANNI' data-link='https://www.psicheblog.it/come-affrontare-i-terribili-2-anni/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a href="https://www.psicheblog.it/come-affrontare-i-terribili-2-anni/">COME AFFRONTARE I TERRIBILI 2 ANNI</a> proviene da <a href="https://www.psicheblog.it">Psicheblog</a>.</p>
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