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	<title>come l&#039;infanzia influenza il presente Archivi - Psicheblog</title>
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	<description>Blog di psicologia</description>
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		<title>AIUTO! SONO TRISTE SENZA UN MOTIVO APPARENTE. PERCHE’?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D.ssa Cinzia Frontoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 12:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere personale]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
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		<category><![CDATA[Tristezza senza motivo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sentirsi tristi senza motivo è una realtà emotiva sempre più diffusa.In assenza di un contesto negativo diretto o di un’esperienza traumatica specifica, ci si sente tristi, con un peso sullo stomaco non ben identificato. Caratteristiche della tristezza senza motivo È’ uno stato d’animo spesso invalidante per la persona perché la porta a sentirsi imprigionata&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='AIUTO! SONO TRISTE SENZA UN MOTIVO APPARENTE. PERCHE’?' data-link='https://www.psicheblog.it/aiuto-sono-triste-senza-un-motivo-apparente-perche/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0217.jpeg" alt="Essere tristi senza motivo" class="wp-image-3869" srcset="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0217.jpeg 800w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0217-300x200.jpeg 300w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0217-768x512.jpeg 768w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0217-640x426.jpeg 640w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0217-450x300.jpeg 450w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0217-225x150.jpeg 225w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0217-20x13.jpeg 20w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_0217-144x96.jpeg 144w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il sentirsi tristi senza motivo è una realtà emotiva sempre più diffusa.<br>In assenza di un contesto negativo diretto o di un’esperienza traumatica specifica, ci si sente tristi, con un peso sullo stomaco non ben identificato. </p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-caratteristiche-della-tristezza-senza-motivo">Caratteristiche della tristezza senza motivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È’ uno stato d’animo spesso invalidante per la persona perché la porta a sentirsi imprigionata in delle sabbie mobili senza capire come ci è andata a finire e, soprattutto, come uscirne. Ci si sente apatici, demotivati, insoddisfatti, senza però capirne la fonte e le cause. La tristezza può avere degli effetti che portano ad ingigantire gli eventi meno piacevoli della propria esistenza. Può generare una percezione distorta delle cose che enfatizza gli aspetti negativi delle situazioni e conferisce all’ambiente circostante una “coloritura” grigia o cupa. Questo amplifica la percezione di malinconia e può farci sentire ancora più distanti dai vissuti di soddisfazione e appagamento: nonostante possano esserci aspetti positivi nella nostra vita, a seguito di uno stato d’animo del genere, non riusciamo a vederli né ad apprezzarli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte provare questa tristezza porta a <strong>sentirsi disconnessi</strong> dalla realtà, o persino sbagliati, in colpa. Soprattutto quando la propria vita è oggettivamente buona e non c’è nulla che “giustifichi” di suo un tale stato emotivo. In queste situazioni, l’incomprensione da parte degli altri può acuire il dolore e alimentare ulteriormente il senso di colpa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ una tristezza che spiazza perché come esseri umani siamo portati a comprendere da dove “originano le cose”. Comprendere le cause di ciò che ci accade fornisce un senso di sicurezza e aiuta a placare le nostre emozioni più destabilizzanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-le-cause">Le cause</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni individuo è unico, il che significa che i motivi che possono indurre una persona a sentirsi tristi senza motivo possono essere molto complessi. La prospettiva con cui ciascuno guarda alla vita differisce notevolmente e la percezione della stessa realtà può variare significativamente da persona a persona. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, le cause di questa condizione possono essere varie. </p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-possibili-origini-della-tristezza-senza-motivo">Possibili origini della tristezza senza motivo</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>Spesso sono legate ad <strong>elevati livelli di stress</strong>. La vita di tutti i giorni può essere molto stressante e questo stress accumulato può manifestarsi sotto forma di tristezza. Questi elevati livelli di stress possono finire per aumentate l&#8217;ormone del cortisolo, responsabile della disregolazione emotiva e degli sbalzi d&#8217;umore. </li>



<li>Anche frustrazione, <strong>aspettative non soddisfatte</strong> e l’atteggiamento che abbiamo nei confronti di noi stessi possono essere fonti della tristezza senza motivo. Soprattutto quando tendiamo a non essere mai soddisfatti di noi stessi, a guardare più i difetti che le nostre risorse. Quando si pensa di non essere mai abbastanza ci si condanna a una frustrazione perenne e quindi al malcontento, alla tristezza.</li>



<li><strong>Cambiamenti nei livelli ormonali:</strong> i cambiamenti causati dagli ormoni possono influenzare il nostro umore, facendoci sentire turbati o talvolta tristi. Quando ciò accade, è molto probabile che non ne siamo consapevoli perché questi cambiamenti ormonali di solito si verificano senza che ce ne accorgiamo.</li>



<li><strong>Errata comprensione dei propri scopi:</strong> la tristezza può anche indicare che una persona sta concentrando la propria vita su un percorso che non è il proprio. Ciò può comportare il sentirsi vuoti di fronte alle sfide quotidiane, non appagati, privandosi, quindi, di spazio personale per la conoscenza di sé.  Sapere cosa vogliamo nella nostra vita ci aiuta molto a non sentirci tristi e ad essere soddidfatti di ciò che facciamo.</li>



<li><strong>Depressione:</strong> uno dei motivi che possono portare alla tristezza permanente è il <a href="https://www.guidapsicologi.it/depressione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbo depressivo</a> il quale è caratterizzato da un sentimento di tristezza, umore irritabile, perdita di interesse, senso di colpa, cambiamenti nell’appetito e disturbi della qualità o della quantità di sonno.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">L’<a href="https://www.psicheblog.it/la-ferita-dei-non-amati/">infanzia</a> e le esperienze cruciali di questa della vita sono altri fattori che possono svolgere un ruolo essenziale in questo contesto, così come le paure non affrontate e la percezione che si ha del proprio passato, specialmente quando ci troviamo di fronte ad un’infanzia problematica o dolorosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tristezza altre volte arriva per costringerci rompere l&#8217;idea che ci siamo fatti di noi stessi. Un&#8217;idea sbagliata che impedisce ai <strong>nostri veri talenti </strong>di esprimersi. Portandoci via dai riflettori, costringendoci a momenti di &#8220;buio&#8221;, la tristezza spazza via tutte le nostre certezze e ci mette in contatto con il vuoto interiore. Ed è in questo vuoto che <strong>la nostra originalità</strong> può rinascere se siamo in grado di interrogarci a quali cose di noi stessi non siamo stati in grado di dare voce. Spesso, infatti, non siamo leali a noi stessi per esserlo nei confronti delle aspettative altrui e questo porta a tradire noi stessi. La tristezza può aiutarci a comprendere che dobbiamo rimetterci in primo piano, cercando di essere il più fedeli possibili alla nostra indole.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-tristezza-o-disturbo-dell-umore">Tristezza o disturbo dell’Umore?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista clinico è anche importante considerare un nesso tra il sentirsi tristi senza motivo e la possibile presenza di <a href="https://www.psicheblog.it/come-curare-la-depressione/">disturbi dell’umore</a> come la depressione, soprattutto se questi sentimenti di tristezza sono frequenti e influenzano la vita quotidiana. La tristezza persistente, in assenza di cause esterne, può essere un <strong>segnale che qualcosa di più profondo</strong> sta influenzando l’umore.<br>In alcuni casi la tristezza e il sentirsi tristi senza motivo possono essere legati a squilibri chimici a livello cerebrale o ad altri fattori biologici che rendono certe persone più inclini a questi stati emotivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-rimedi-della-tristezza-senza-motivo">Rimedi della tristezza senza motivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’elaborazione e l’accettazione delle proprie emozioni può giocare un ruolo cruciale. <strong>Riconoscere le nostre emozioni</strong>, accettarle e lavorarci sopra può essere un primo passo fondamentale per imparare a gestirle in modo più efficace. In questi casi, il supporto di un professionista della salute mentale può essere prezioso, in quanto fornisce gli strumenti e le tecniche per affrontare e comprendere meglio vissuti riconducibili per esempio al sentirsi tristi senza motivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riconoscere che la tristezza è una parte naturale della vita umana. Che, a volte, alcune le persone possono sentirsi tristi senza motivo è essenziale per normalizzare queste tematiche nella vita quotidiana. <strong>Parlarne apertamente</strong>, senza pregiudizi o tabù, contribuisce a ridurre lo stigma che circonda queste esperienze emotive incoraggiando così un dialogo più onesto e profondo sulle emozioni. </p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-consigli-pratici">Consigli pratici</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È’ importante provare a&nbsp;<strong>sostituire i comportamenti che ci incatenano alla tristezza con altri più funzionali</strong>. Vediamo degli esempi.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Un metodo efficace per iniziare la giornata positivamente è <strong>risvegliare tutti i cinque sensi</strong>. Questo può essere fatto tramite semplici azioni quotidiane e concentrandosi su tutte le sensazioni che suscitano queste piccole cose. Prestare attenzione a questi momenti può aiutare a distogliere la mente dal sentirsi tristi senza motivo e a concentrarsi sul presente, sul “qui e ora”.</li>



<li>Quando la tristezza è dovuta al fatto che non ci sentiamo a nostro agio con la nostra vita, un modo per concentrarci o sapere cosa vogliamo sentirci soddisfatti è proprio <strong>uscire dalla nostra <a href="https://www.psicheblog.it/dentro-e-fuori-la-comfort-zone/">zona di comfort</a></strong>. Possiamo farlo gradualmente, senza fretta, semplicemente seguendo ciò che ci soddisfa o in cui crediamo di essere bravi.</li>



<li>Per <strong>rompere la routine</strong> e portare un po’ di gioia, può essere utile concedersi ogni tanto un “fuori programma”. Un giorno di ferie, un piccolo sgarro, un’uscita con gli amici etc.</li>



<li><strong>Fare esercizio fisico</strong> è un altro modo efficace per migliorare il benessere emotivo. Anche solo 30 minuti di attività fisica al giorno possono liberare endorfine e aumentare la serotonina aiutando a sentirsi meglio e a ridurre il sentirsi tristi senza motivo.</li>



<li><strong>Usare l’immaginazione</strong> può essere utile per ricordare momenti felici e luoghi di benessere. Rievocare ricordi piacevoli può portare un senso di pace e aiutare a distogliere l’attenzione dal sentirsi tristi senza motivo.</li>



<li><strong>Valorizzarsi</strong> è un altro modo efficace per migliorare l’umore. E’importante cercare di affrontare i pensieri critici nei propri confronti e, soprattutto, quelli non razionali che influenzano l’umore.</li>



<li><strong>Connettersi con gli altri:</strong> in molti casi, la tristezza può indurre le persone a isolarsi o allontanarsi dai propri cari. Quando ciò accade, è importante contrastare la tendenza all&#8217;isolamento e discutere i nostri sentimenti con persone di fiducia.</li>
</ol>
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		<title>L&#8217;INFANZIA CONDIZIONA LA  FUTURA RELAZIONE DI COPPIA! SCOPRI COME</title>
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		<dc:creator><![CDATA[D.ssa Cinzia Frontoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 16:02:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Relazioni affettive]]></category>
		<category><![CDATA[come l'infanzia influenza il presente]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia serena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA QUALITA&#8217; DELLE RELAZIONI NELL&#8217;INFANZIA CONDIZIONA LA NOSTRA FUTURA RELAZIONE DI COPPIA. La relazione con le figure genitoriali dell’infanzia condiziona e determina il nostro modello di attaccamento, ossia il modo in cui ci predisponiamo a livello cognitivo, emotivo e comportamentale, a vivere tutte le relazioni future, comprese quelle di coppia. Tipologie di attaccamento Ci sono&#8230;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-1024x683.jpg" alt="Attaccamento e scelta del partner-1440x960" class="wp-image-4348" srcset="https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-1024x683.jpg 1024w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-300x200.jpg 300w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-768x512.jpg 768w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-640x427.jpg 640w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-450x300.jpg 450w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-225x150.jpg 225w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-900x600.jpg 900w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-1350x900.jpg 1350w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-20x13.jpg 20w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74-144x96.jpg 144w, https://www.psicheblog.it/wp-content/uploads/2026/10/aec67f9d4ac348038e2e4ce544262e2a7601df74.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">LA QUALITA&#8217; DELLE RELAZIONI NELL&#8217;INFANZIA CONDIZIONA LA NOSTRA FUTURA RELAZIONE DI COPPIA. La relazione con le figure genitoriali dell’infanzia<strong> condiziona e determina il nostro modello di <a href="https://www.psicheblog.it/attaccamento-autonomia-e-sonno/">attaccamento</a></strong>, ossia il modo in cui ci predisponiamo a livello cognitivo, emotivo e comportamentale, a vivere tutte le relazioni future, comprese quelle di coppia.</p>



<h3 id="h-tipologie-di-attaccamento" class="wp-block-heading">Tipologie di attaccamento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono <strong>quattro diversi modelli di attaccamento</strong> al genitore che influenzano le nostre relazioni sentimentali: l’attaccamento sicuro, insicuro ambivalente, insicuro evitante e disorganizzato.</p>



<h4 id="h-1-l-attaccamento-sicuro" class="wp-block-heading"> 1) L’attaccamento sicuro </h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’attaccamento sicuro è <strong>caratterizzato da un sentimento di fiducia e sicurezza</strong> nei confronti del genitore. Il bambino apprende che <strong>la madre soddisferà i suoi bisogni</strong> fisici ed emotivi. Grazie a questa fiducia nella responsività del genitore, il bambino si sente sereno nell’esplorare l’ambiente. La madre è amorevole e accudente nei confronti del figlio, ma al tempo stesso non è intrusiva ed invischiante. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle relazioni sentimentali il bambino che ha sviluppato un attaccamento sicuro sarà in grado di <strong>dare e ricevere amore </strong>poiché ha interiorizzato entrambi i ruoli. Come la madre ha dato tutto per lui, ora egli nella coppia, identificatosi nelle funzioni materne, è pronto a <strong>dare, accudire e proteggere il compagno</strong>, ma al tempo stesso sa ricevere cure e amore da questi, senza che ciò pregiudichi il suo senso di indipendenza e di autonomia. Le persone sicure esprimono la loro capacità di accettare e sostenere il partner, malgrado i suoi difetti, ed hanno relazioni più durature e stabili</p>



<h4 id="h-2-l-attaccamento-insicuro" class="wp-block-heading"> 2) L’attaccamento insicuro </h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’attaccamento insicuro – ambivalente è invece caratterizzato da un’<strong>ambivalenza di fondo nel rapporto con il genitore</strong>, un sentimento di amore e odio. La madre da una parte vizierà il suo bambino fino a soffocarlo, ma poi, all’insorgere della sensazione di essere da lui consumata, lo frustrerà bruscamente ed in modo eccessivo. Se la madre vizia in modo esagerato il piccolo e lo soffoca, egli non impara a sapere attendere e non acquisisce la fiducia che dopo lo stato di tensione, dolore e bisogno seguirà la soddisfazione e l’allentamento della tensione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bambino apprende un <strong>sentimento di sfiducia</strong>, <strong>diffidenza ed inaffidabilità</strong> nei confronti del genitore.  A volte è amorevole e disponibile, a volte è inspiegabilmente frustrante, cattivo, assente, distaccato, oppressivo, asfissiante. Egli stesso quando il genitore è amorevole e accudente si sentirà buono, quando il genitore è rifiutante o intrusivo si percepirà cattivo.  Queste sensazioni di diffidenza, ambivalenza verso se stessi e verso l’altro, si estenderanno nel rapporto con il partner. Anch’egli infatti sarà percepito a volte amorevole, altre detestabile, si sospetterà continuamente di lui, si temerà sempre che l’altro possa interrompere inaspettatamente la relazione o che possa tradire. Per un<strong> deficit di autostima</strong> e una negativa percezione di se stessi, non ci si sente degni di amore e di cure e si dubita del proprio valore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I soggetti con attaccamento insicuro-ambivalente sono individui che spesso non si sentono capiti. Nutrono costantemente la paura di essere lasciati dal partner o di non essere amati, hanno scarsa fiducia in se stessi e nell’altro. Nelle relazioni affettive sono dipendenti e non riescono a manifestare esplicitamente i propri bisogni perché il fulcro delle loro dinamiche relazionali è il timore della perdita o del rifiuto.</p>



<h4 id="h-3-l-attaccamento-evitante" class="wp-block-heading"> 3) L&#8217; attaccamento evitante </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’attaccamento evitante, <strong>la madre è poco responsiv</strong>a nei confronti dei bisogni di contatto fisico manifestati dal bambino. Non lo abbraccia, non lo coccola, non lo rassicura fisicamente nei momenti di tensione. Ha un <strong>atteggiamento freddo e distaccato</strong>, si preoccupa solo di soddisfare i bisogni fisici di nutrizione e di igiene del bambino, trascurando quelli emotivi. Sprona il figlio a un’autonomia e indipendenza precoci, attribuendo un’importanza esagerata all’ autosufficienza .Il bambino impara a tranquillizzarsi da sé poiché ha capito che non può aspettarsi il conforto dal genitore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per attuare questo processo di <strong>auto-rassicurazione</strong>, il soggetto blocca e congela le proprie emozioni e si distanzia sempre più dal mondo emozionale. Ciò che conta è la razionalità, le emozioni sono potenzialmente pericolose, aspettarsi qualcosa dall’altro rende fragili e vulnerabili ed è preferibile cavarsela da soli. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando questo modello di attaccamento si estende nelle relazioni sentimentali, si preferirà instaurare <strong>rapporti superficiali</strong>, in cui non lasciarsi coinvolgersi eccessivamente. Si desidererà interporre un muro invalicabile tra sé e l’altro, preservando i propri spazi di libertà e autonomia. E’ frequente la scelta di vivere relazioni di coppia in cui ognuno vive separatamente, considerando la convivenza e il matrimonio come un legame di vicinanza ed intimità eccessive, che non si è in grado di sostenere poiché in conflitto con il proprio bisogno di indipendenza emotiva.</p>



<h4 id="h-4-l-attaccamento-disorganizzato" class="wp-block-heading"> 4) L’attaccamento disorganizzato </h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’attaccamento disorganizzato<strong> è il prototipo relazionale più patologico</strong> e pericoloso per l’equilibrio psichico del soggetto, connota frequentemente l’attaccamento di soggetti borderline o con disturbi della personalità. Il genitore è spesso abusante, svalutante, totalmente incoerente e inadempiente rispetto al ruolo genitoriale. Suscita nel figlio <strong>risposte di paura e angoscia</strong>. Tuttavia il piccolo non può fare a meno del genitore e gli si lega affettivamente, nonostante gli abusi e le minacce subiti. Il bambino sviluppa l’attaccamento e desidera la vicinanza affettiva proprio da chi gli fa paura e lo angustia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La confusione che deriva dai sentimenti di amore e paura indirizzate alla figura di attaccamento, fanno sì che il soggetto sia totalmente incapace di interiorizzare un’immagine interna tranquillizzante e rassicurante di sé e dell’altro. Sia il sé che l’altro sono percepiti come cattivi.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando questo modello di attaccamento si estende alla vita di coppia, dà luogo a <strong>relazioni altamente disfunzionali del tipo vittima- carnefic</strong>e, sadico-masochista. Gli individui disorganizzati avvertono un profondo conflitto tra il bisogno di conservare legami intimi, morbosi, di coinvolgimento fusionale con il partner e la necessità simultanea di tenerlo a distanza per evitare la minaccia dell’abbandono con le conseguenti sofferenze emotive. La relazione sentimentale viene esperita in modo conflittuale, causando una forte angoscia che non si è in grado di sostenere.</p>



<h3 id="h-la-relazione-curativa" class="wp-block-heading"> LA RELAZIONE CURATIVA </h3>



<p class="wp-block-paragraph">In definitiva il<strong> modello di attaccamento</strong> che abbiamo interiorizzato nell’interazione con le figure genitoriali condiziona e determina significativamente il modo in cui viviamo i legami sentimentali. Tuttavia, possedere un modello di attaccamento insicuro (evitante o ambivalente) non significa necessariamente essere destinati a vivere per sempre relazioni d’amore insoddisfacenti e frustranti. I soggetti con attaccamento insicuro <strong>possono evolvere e modificare</strong> in senso migliorativo la loro modalità relazionale disfunzionale. Ciò avviene sia in seguito a legami affettivi con partner sicuri, in grado di disconfermare le loro percezioni negative di sé e dell’altro, sia in seguito ad una psicoterapia volta ad un percorso di consapevolezza delle proprie dinamiche affettive inconsce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedi: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.psicheblog.it/elementi-che-influenzano-la-scelta-del-partner/">Elementi che influenzano la scelta del partner</a></li>



<li>&#8220;<a href="https://www.psicheblog.it/la-ferita-dei-non-amati/">La ferita dei non amati</a>&#8221; </li>



<li><a href="https://www.miopsicologo.com/curare-le-ferite-emotive/">Curare le ferite emotive</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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